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Federica

FEDERICA

FEDERICA in breve
Nata a: Milano
Il: 14 luglio 1990
Residenza: La Salle (AO)
Famiglia: papà Daniele (maestro e allenatore di sci), mamma Maria Rosa Quario (ex atleta di Coppa del Mondo, giornalista), fratello Davide (talento frenato da troppi infortuni)
Società: Centro Sportivo Carabinieri
Studi: maturità linguistica (83/100); Università: due anni alla Suism di Torino
Peso: fra i 59 e 62  kg, a seconda del periodo!
Altezza: 167 cm
Colore: blu
Numero: 1, se è quello della classifica finale…
Luogo di vacanza: Costa Corallina in Sardegna
Piatto preferito: melanzane alla parmigiana, gelato e verdure in generale
Auto: Audi A4 Avant

Altri sport: surf, arrampicata, tennis, golf, trekking, canoa… tutto quel che capita! Difficile trovare uno sport che non ho provato almeno una volta.
Hobbies: cucinare, leggere, ballare (dal latino americano in poi)
Cantante preferito: Dire Straits, Tracy Chapman
Il libro che rileggerei: la trilogia di Stieg Larsson
Il film che guarderei ogni giorno: nessuno, sai che noia?
Il social network: instagram
La App imperdibile: igelato
Nella mia valigia non manca mai… un paio di infradito
Campione del cuore sci: Kristian Ghedina
Campione del cuore extra sci: Roger Federer
Attrezzatura e varie: sci, attacchi e bastoni ROSSIGNOL, scarponi LANGE, casco e maschera ROSSIGNOL, guanti LEVEL, protezioni ENERGIA PURA, occhiali da sole SUNPOCKET, abbigliamento Outdoor ROSSIGNOL, abbigliamento training ADIDAS
Sponsor personale: BANCA GENERALI con contratto fino al 2017

La mia storia di sciatrice

Sono nata il 14 luglio del 1990 a Milano. Sono nata il giorno della Presa della Bastiglia, festa nazionale francese, e visto che quando ero piccola festeggiavo il compleanno in Francia, dove mio padre lavorava, ho sempre creduto che i fuochi d’artificio fossero sparati in mio onore!

Ho iniziato a sciare a 1 anno e mezzo, zampettando con un paio di sci di plastica dove capitava, anche a Milano sui tappeti del nostro appartamento. A 2 anni, in una stradina dietro la casa dei nonni a Courmayeur, ridevo come una pazza buttandomi in picchiata e stampandomi nel muro di neve in fondo alla “pista”.

Nel febbraio del 1994, partendo per le Olimpiadi di Lillehammer dove lavorava come giornalista, mia madre mi ha lasciata a Courmayeur con la nonna Adriana che mi ha iscritto alla scuola di sci: ogni giorno mi cambiavano di classe perché miglioravo a vista d’occhio!

Nel luglio del 1996, quando avevo 6 anni, da Milano ci siamo trasferiti in Valle d’Aosta, a La Salle, dove ho iniziato ad andare a scuola e soprattutto a frequentare i corsi dello sci club Courmayeur. Nel 1997 ho vinto la mia prima gara, la sociale dello sci club.

Sciare mi è sempre piaciuto da morire. Piangevo di rabbia quando i miei genitori non mi svegliavano al mattino, durante le vacanze di Natale, perché ritenevano che dovessi riposare o perché magari il tempo era proprio brutto. Io non pativo il freddo, il vento o la bufera, sciare con la neve fresca era un divertimento folle, invece fare pali in allenamento non mi piaceva per niente; ad esaltarmi però erano le gare con il cronometro o qualsiasi sfida, ad esempio: chi fa il salto più lungo?

Sarebbe troppo lungo ora raccontarvi tutta la mia storia di sciatrice, quando ero piccola pensavo che vincere in coppa del mondo fosse un gioco, non potevo capire quanto arduo sarebbe invece stato il percorso. La mia prima grande soddisfazione è arrivata nel 2005 con il 4° posto nel gigante del Trofeo Topolino nazionale e la conseguente qualifica per gli internazionali. La conferma di poter essere brava è poi arrivata ai campionati italiani allievi, sempre in quell’anno, con il titolo di superG.

Il mio sogno è sempre stato quello di diventare una sciatrice completa, per questo ho cercato di praticare la polivalenza, con discreti risultati: nel 2009 sono diventata campionessa mondiale juniores di combinata e in Coppa Europa ho fatto punti in tutte le discipline, cosa che in Coppa del Mondo sono riuscita a fare la scorsa stagione, una grande soddisfazione, tanto più se unita alle mie prime due vittorie, in gigante e in superG. La strada da fare è ancora tanta e io sono in viaggio…